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Stand Savio a Itma Barcellona
Il centenario di Savio trasformato in uno stand a due piani, progettato per accogliere il mondo tessile
Quando un’azienda celebra cento anni di storia in una fiera internazionale come Itma a Barcellona, lo stand non può limitarsi a presentare prodotti e accogliere visitatori.
Per Savio serviva uno stand che raccontasse i 100 anni dell’azienda, mostrasse i migliori macchinari (di grandi dimensioni…), ospitasse buyer provenienti da tutto il mondo e restituisse fin dal primo sguardo il peso del band nel settore tessile.
Savio è un nome storico nella produzione di macchine tessili, riconosciuta a livello internazionale, con clienti e interlocutori distribuiti nei principali mercati mondiali. A Barcellona lo stand doveva sostenere un ruolo molto preciso: essere luogo espositivo, punto di rappresentanza, area di lavoro e spazio di relazione.
Lo sviluppo del progetto parte da questo tema centrale: i 100 anni dell’azienda.

Una struttura soppalcata a forma di 100
Il cuore del progetto è la grande struttura soppalcata a due piani, con piano terra e primo piano di oltre 100 metri quadrati ciascuno, costruita nella forma del numero 100.
Era la soluzione più diretta e, allo stesso tempo, la più difficile da realizzare bene. Il rischio, con un’idea così forte, era cadere nell’effetto scenografico fine a sé stesso. In questo caso, invece, il numero 100 non è stato usato come decorazione. È diventato lo scheletro dello stand.
Le due grandi forme circolari generano archi, pareti, vetrate, ambienti interni e visuali verso il padiglione. Il visitatore capisce immediatamente il tema del progetto: Savio sta celebrando un secolo di attività con un’intera architettura costruita attorno a quella ricorrenza.
Il bianco dominante rende il volume ancora più riconoscibile. In mezzo a macchinari, persone, corsie, luci e altri espositori, lo stand mantiene un’immagine pulita e molto leggibile. Una scelta importante, perché le macchine tessili sono prodotti tecnici, ricchi di componenti e dettagli. Serviva un ambiente che le valorizzasse senza creare rumore visivo.
Piano terra operativo, primo piano dedicato all’accoglienza
La struttura non è pensata soltanto per colpire da lontano. I due livelli hanno funzioni precise. Al piano terra si trovano gli uffici, la reception, le aree operative e gli spazi di gestione. È la parte più vicina alla fiera: quella in cui accogliere i visitatori, coordinare appuntamenti, dare supporto al team commerciale e gestire il flusso quotidiano dello stand.
Al primo piano, invece, è stato realizzato un vero ristorante. Uno spazio completamente vetrato, chiuso, controsoffittato e climatizzato, pensato per ricevere buyer internazionali, clienti strategici e ospiti istituzionali. Questo aspetto è centrale. In una fiera b2b di livello mondiale, un incontro importante non può sempre avvenire in piedi, accanto a una macchina, con il rumore del padiglione intorno. Savio aveva bisogno di un ambiente più riservato, più comodo, più vicino a una sede aziendale che a un semplice stand fieristico.
Il ristorante al primo piano risponde esattamente a questa esigenza. Permette di accogliere gli ospiti in modo ordinato, offrire un servizio di catering strutturato e creare le condizioni migliori per conversazioni commerciali di alto livello. La moquette, gli arredi, le vetrate e il controsoffitto danno all’ambiente una qualità molto vicina a quella di una hall premium. Non sembra uno spazio provvisorio montato per pochi giorni, e questo fa una grande differenza nella percezione degli ospiti.
Una complessità tecnica molto alta
Uno stand di questo tipo comporta una quantità enorme di problemi tecnici da risolvere prima del montaggio. La struttura è soppalcata, su due livelli, con ambienti chiusi sia al piano terra sia al primo piano. Sono presenti impianti elettrici, passaggi idrici, climatizzazione con split veri e propri, controsoffitti, vetrate, uffici, ristorante, catering e aree operative.
In pratica, bisognava realizzare dentro un padiglione fieristico una struttura temporanea con molte caratteristiche tipiche di un edificio permanente. Il tutto con tempi di montaggio molto ridotti. Questo è uno dei punti in cui il lavoro dell’allestitore diventa decisivo. Un progetto così non può essere gestito “a vista” durante il montaggio. Deve arrivare in fiera già risolto: misure, impianti, passaggi tecnici, sequenze di montaggio, fornitori, macchinari, finiture.
Quando il risultato finale appare pulito, significa che la complessità è stata governata prima. Ed è esattamente ciò che un cliente si aspetta quando ci affida il suo stand per una fiera importante: arrivare in fiera e trovare uno spazio pronto, funzionante, rifinito, senza dover inseguire problemi negli ultimi giorni.
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La reception costruita con le date del centenario
Anche la reception perimetrale riprende il tema dei 100 anni.
I numeri “1911–2011” non sono stampati su una grafica, ma costruiti fisicamente come parte del fronte dello stand. Un piano in vetro trasforma questi elementi in un banco elegante e leggero.
La soluzione funziona su due livelli. Da una parte accoglie i visitatori e da ordine al perimetro dello stand. Dall’altra racconta immediatamente la storia dell’azienda, senza bisogno di spiegazioni.
Il vetro lascia passare lo sguardo verso l’interno e mantiene aperta la relazione con i macchinari esposti. Il fronte risultava quindi definito, ma non chiuso. Un dettaglio importante, soprattutto in uno stand di grandi dimensioni, dove l’accoglienza deve essere visibile e accessibile.

Macchine tessili integrate nella pedana
La parte espositiva richiedeva un lavoro tecnico molto preciso.
I macchinari Savio erano grandi, pesanti e complessi da posizionare. Non potevano essere semplicemente appoggiati sopra la pedana, perché i piedini regolabili dovevano poggiare a terra. Allo stesso tempo, dal punto di vista estetico, era importante che le macchine sembrassero integrate nello stand, non appoggiate in modo provvisorio.
Per questo la pedana è realizzata con scassi su misura, studiati per permettere ai piedini delle macchine di attraversarla e raggiungere il pavimento reale. In questo modo le macchine mantengono il corretto appoggio tecnico, mentre la superficie dello stand resta ordinata e continua.
È uno di quei dettagli che spesso il visitatore non nota, ma che cambia completamente la qualità del risultato. Se non viene previsto bene, la pedana appare adattata, interrotta, risolta all’ultimo momento. Qui, invece, prodotto e allestimento lavorano insieme.
Vetro, scala e vista sul padiglione
Il vetro ha un ruolo molto importante nel progetto. È presente nella balaustra del soppalco, nella scala, nelle pareti esterne della struttura a forma di 100 e negli ambienti del primo piano. Serve ad alleggerire un volume molto grande e, allo stesso tempo, a creare un rapporto visivo continuo con il padiglione.
Dal ristorante al piano superiore si domina la fiera. Chi viene accolto in quello spazio percepisce subito una posizione privilegiata: sopraelevata, protetta, ma completamente connessa al contesto. Per un’azienda leader nel proprio settore, questa scelta ha un valore preciso. Lo stand comunica presenza, controllo e centralità.
La scala vetrata accompagna gli ospiti al primo piano con grande eleganza. Non è solo un collegamento tecnico tra due livelli, ma una parte importante dell’esperienza di accesso al ristorante. Anche le grafiche in spessore, sagomate e applicate su lastre di plexi, contribuiscono alla qualità del progetto. Sembrano sospese nello spazio e richiamano il mondo del filo, della precisione meccanica e della tecnologia tessile. Un dettaglio raffinato, coerente con il linguaggio dello stand.
Uno stand che lavora per l’azienda
Il successo di questo progetto non sta soltanto nella sua dimensione o nella forma spettacolare del 100, ma che ogni parte dello stand risponde a una necessità reale di Savio.
Il centenario deve essere ricordato: la struttura lo rende impossibile da ignorare. I macchinari devono essere mostrati bene: la pedana e il layout li integrano in modo ordinato. I buyer internazionali devono essere accolti con cura: il ristorante al primo piano crea uno spazio adeguato. Il team deve lavorare durante tutta la fiera: il piano terra offre uffici, reception e aree operative. L’azienda deve trasmettere leadership: altezza, vetro, posizione e architettura vanno esattamente in quella direzione.
Questo è il tipo di progetto in cui riusciamo ad esprimere al meglio il nostro metodo: progettare e costruire lo stand intorno a ciò che l’azienda deve ottenere in fiera. Prima il messaggio. Poi le funzioni. Poi la forma. E infine tutta la parte tecnica che deve rendere quella forma costruibile, sicura, rifinita e pronta nei tempi stabiliti.
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Quando una fiera è davvero importante, lo stand non può essere trattato come una semplice fornitura. Deve rappresentare l’azienda, sostenere il lavoro commerciale, accogliere bene i clienti e arrivare pronto nel momento in cui la fiera apre.
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