IPSA a Sigep Rimini: due stand, un solo progetto

ALFAD

Il primo nodo da sciogliere era molto concreto: Ipsa disponeva di due aree espositive una di fronte all’altra, divise dalla corsia del padiglione.
Lasciarle indipendenti avrebbe indebolito l’immagine complessiva. Il visitatore avrebbe potuto percepirle come due presenze separate, ciascuna con prodotti, attrezzature e attività proprie.

Il progetto è partito da questa configurazione e l’ha resa parte del racconto. La corsia è stata rivestita con una moquette nel colore del marchio, personalizzata con i loghi Ipsa. Il passaggio tra le due aree ha assunto così un’identità precisa e ha reso evidente il legame tra gli stand. Era solo una delle questioni da risolvere.

Ipsa, azienda attiva dal 1978, produce ingredienti, preparati e semilavorati professionali per pasticceria, gelateria e panificazione, con linee dedicate anche a Food Service e Retail. A Sigep non doveva presentare soltanto un catalogo molto ampio. Doveva far vedere i prodotti al lavoro, attraverso preparazioni, degustazioni e dimostrazioni condotte in diretta da pasticceri e maestri gelatieri.

Servivano quindi laboratori veri, numerosi macchinari, impianti adeguati, spazi per il pubblico, aree commerciali e una comunicazione visibile anche nei momenti di maggiore affluenza.

Una continuità visiva costruita elemento per elemento

Il bianco crea la base luminosa dello stand e mette in evidenza i prodotti, insieme alle grafiche e al rosso istituzionale Ipsa. La finitura effetto legno vivo scalda l’ambiente e accompagna pavimenti, banconi, rivestimenti, mensole, tavoli, sedie e sgabelli.
Vista nel suo insieme, questa continuità sembra naturale. In fase di realizzazione richiede invece un controllo molto attento. Un pavimento, un pannello di rivestimento, un mobile e un’insegna luminosa sono prodotti con supporti differenti. Cambiano la venatura, la tonalità e il modo in cui la superficie reagisce alla luce. Accostamenti gestiti con poca precisione avrebbero creato stacchi evidenti.

Per mantenere uniforme l’effetto finale sono state selezionate finiture compatibili e verificate nel rapporto con l’illuminazione. Lo stesso criterio è stato applicato ai loghi luminosi effetto legno, inseriti nei volumi superiori dello stand. La luce ne aumenta la leggibilità, mentre il rivestimento li mantiene legati al linguaggio materico del progetto.

Anche gli arredi sono stati scelti all’interno della stessa logica. Le gambe effetto legno delle sedute e dei tavoli riprendono le strutture fisse senza appesantire l’ambiente.

Gli showcooking visibili anche da lontano

Le dimostrazioni dal vivo erano uno dei contenuti principali della presenza Ipsa. Il pubblico raccolto vicino ai laboratori, però, rappresentava solo una parte dei visitatori raggiungibili. Da qui la scelta di inserire 3 ledwall con posizioni e compiti diversi.

Il più grande è un ledwall trasparente appeso alle strutture del soffitto fieristico. La sua altezza lo rende visibile da lontano e aiuta a individuare Ipsa anche attraversando le corsie del padiglione. La trasparenza alleggerisce la superficie e lascia intravedere l’ambiente retrostante. Un secondo schermo si trova a lato del laboratorio. Permette a chi si ferma nelle vicinanze di seguire meglio i passaggi delle preparazioni, compresi quei dettagli che dal vivo sarebbero difficili da osservare.

Il terzo occupa il fronte del soppalco e prende il posto di una parte della balaustra. In questo caso lo schermo entra direttamente nell’architettura e porta i contenuti verso un altro lato dello stand. Telecamere e microfoni seguono il lavoro dei professionisti e inviano immagini e audio ai 3 ledwall. Le mani del pasticcere, la consistenza di una preparazione o il funzionamento di un macchinario possono essere osservati anche a diversi metri di distanza.

Il sistema ha richiesto un coordinamento preciso. Gli schermi avevano dimensioni e caratteristiche differenti; le riprese dovevano seguire il programma delle dimostrazioni; gli operatori dovevano lavorare senza essere ostacolati da cavi, telecamere o attrezzature audiovisive.
La tecnologia è rimasta al servizio di ciò che accadeva nei laboratori. Il protagonista continuava a essere il prodotto.

Hai una fiera in vista?

Il soppalco aumenta lo spazio e cambia la percezione dello stand

La presenza del soppalco ha permesso di recuperare superficie utile senza comprimere le attività al piano terra. La parte superiore offre un ambiente più tranquillo per accogliere ospiti e condurre incontri lontano dal flusso delle dimostrazioni. Sotto, lo spazio resta disponibile per il laboratorio e per le funzioni che richiedono un rapporto diretto con il pubblico.

La struttura introduce anche una differenza di altezza che dà maggiore forza allo stand. La scala, il volume superiore e il ledwall frontale rendono questa zona immediatamente riconoscibile. Inserire lo schermo al posto della balaustra ha richiesto di studiare insieme struttura, sicurezza, pesi, cablaggi e manutenzione. Il risultato finale appare essenziale proprio perché questi aspetti sono stati risolti prima del montaggio.

Un catalogo ampio, presentato con ordine

Le linee Ipsa occupano pareti espositive dedicate. Le confezioni sono disposte su mensole effetto legno illuminate con stripled integrate.
La luce corre lungo i ripiani, evidenzia i prodotti e crea una scansione regolare sulle pareti bianche. Le categorie risultano separate attraverso titoli e codici grafici, così che un professionista possa riconoscere rapidamente l’area di proprio interesse.

Questa organizzazione aiuta anche il personale presente in stand. Durante una conversazione è più semplice accompagnare il cliente verso una linea specifica, confrontare le referenze e collegarle alle preparazioni viste nei laboratori.

L’esposizione, le dimostrazioni e le aree di incontro lavorano quindi in sequenza. Il visitatore può notare Ipsa dalla corsia, avvicinarsi seguendo uno showcooking, osservare i prodotti utilizzati e fermarsi a parlarne con il team commerciale.

Uno spazio progettato per giornate di lavoro reali

Durante Sigep lo stand doveva sostenere contemporaneamente attività molto diverse.

Nei laboratori si preparavano prodotti in tempo reale. Il personale riforniva macchinari e postazioni. I visitatori seguivano le dimostrazioni, degustavano e chiedevano informazioni. Ai tavoli si svolgevano incontri commerciali, mentre il soppalco accoglieva conversazioni più riservate.

La disposizione degli spazi tiene conto di questa sovrapposizione. I tavoli alti favoriscono soste brevi vicino alle esposizioni. I tavoli rotondi sono più adatti alle degustazioni e agli appuntamenti. Le attrezzature restano accessibili agli operatori senza occupare i principali percorsi del pubblico.
Gli spazi tecnici e di servizio sono inseriti all’interno dei volumi dello stand, evitando che confezioni, materiali e utensili finiscano nelle zone dedicate ai clienti.

Dietro un risultato ordinato c’è un lavoro complesso

I laboratori necessitavano di impianti elettrici e idrici dimensionati per numerosi macchinari professionali. Potenze elevate, scarichi idrici articolati e collegamenti dovevano essere definiti prima dell’arrivo in fiera e coordinati con pavimenti, banconi e strutture. Contemporaneamente si lavorava sul soppalco, sugli appendimenti al soffitto, sul ledwall trasparente sospeso e sulla distribuzione dei segnali audio e video.

Sono attività affidate a competenze diverse, ma strettamente dipendenti tra loro. Una modifica alla posizione di un macchinario può incidere sugli impianti. Lo spostamento di uno schermo influenza cablaggi e visuali. Il programma delle riprese deve essere compatibile con il lavoro all’interno del laboratorio. Abbiamo seguito questi passaggi all’interno di un’unica gestione, mantenendo il controllo sul rapporto tra progetto, produzione, impianti, tecnologia e montaggio.

Per Ipsa il risultato concreto è stato arrivare a Sigep con entrambi gli stand completati, i laboratori pronti, i macchinari collegati e il sistema di diretta già operativo. È questa la parte del lavoro che spesso non compare nelle fotografie. Ed è anche quella che permette al cliente di iniziare la fiera occupandosi dei propri ospiti, dei prodotti e degli appuntamenti in programma.

Il tuo prossimo stand parte da ciò che dovrà succedere al suo interno

Ogni progetto presenta difficoltà diverse. Possono essere due aree da collegare, un prodotto complesso da spiegare, macchinari da mettere in funzione oppure tecnologie da integrare senza compromettere lo spazio. Prima di disegnare, vogliamo capire come lavorerà il tuo team, che cosa dovranno vedere i visitatori e quali aspetti non possono essere lasciati all’improvvisazione.

Raccontaci la tua prossima fiera e ciò che vuoi realizzare. Studieremo insieme uno stand costruito intorno alle esigenze reali della tua azienda e lo seguiremo fino a quando sarà pronto per accogliere il primo visitatore.